venerdì 6 giugno 2008
Twitter, io, sempre, ovunque.
Twitter, balocchiamoci anche qui. Semplicemente un modo diverso di fare community. Far sapere agil altri sempre e comunque come stiamo, cosa stiamo facendo, attraverso tutte le vie di comunicazione che la rete ci offre (feed rss, microblog, e addirittura SMS). Un modo per evitare la consueta domanda "Come stai?"? Internet è anche questo. Nuovi metodi per fare quello che normalmente facciamo in modo tradizionale. Un idea orignale, senza dubbio. Ma c'è veramente bisogno di far sapere sempre agli altri cosa stiamo facendo? Un esempio simile, molto più circoscritto, sono i "sottonick" o messaggi personali di Msn Messenger. Anche qui possiamo far sapere ai nostri contatti il nostro stato d'animo, dove siamo ("Non al computer", "A Pranzo", etc...), cosa pensiamo, una nostra esperienza particolare o quant'altro ci passi per la testa. Carino, interessante, senza dubbio un idea potenzialmente originale. Non trovo comunque una profondità di utilizzo di questo strumento, se non quella di permettere alle persone di "urlare" agli altri quello che pensiamo. I nostri contatti infatti leggeranno in modo diretto o indiretto quello che vogliamo fargli leggergli, anche se magari non gil interessa così tanto, proprio come se urlassimo in giro quello che pensiamo. Rimango dubbiosa sulla vera utilità di questo progetto.
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